The China Mail - Assifact, lo Stato deve pagare il debito anche di Comuni in dissesto

USD -
AED 3.672501
AFN 61.999953
ALL 81.470391
AMD 371.267702
ANG 1.789884
AOA 918.000241
ARS 1416.409554
AUD 1.391545
AWG 1.8025
AZN 1.703608
BAM 1.668487
BBD 2.018248
BDT 123.28101
BGN 1.668102
BHD 0.377321
BIF 2978.135317
BMD 1
BND 1.275795
BOB 6.924586
BRL 5.001103
BSD 1.002043
BTN 94.334182
BWP 13.491667
BYN 2.814184
BYR 19600
BZD 2.017395
CAD 1.36295
CDF 2324.99994
CHF 0.785096
CLF 0.022733
CLP 894.702118
CNY 6.82315
CNH 6.82615
COP 3621.53
CRC 455.295789
CUC 1
CUP 26.5
CVE 94.066712
CZK 20.777701
DJF 178.441484
DKK 6.375025
DOP 59.571491
DZD 132.439921
EGP 52.558104
ERN 15
ETB 156.46427
EUR 0.853026
FJD 2.19495
FKP 0.740868
GBP 0.738755
GEL 2.67977
GGP 0.740868
GHS 11.117557
GIP 0.740868
GMD 72.999908
GNF 8794.499279
GTQ 7.660809
GYD 209.648524
HKD 7.83735
HNL 26.631007
HRK 6.426801
HTG 131.196629
HUF 310.740132
IDR 17223
ILS 2.97545
IMP 0.740868
INR 94.25595
IQD 1312.745265
IRR 1314999.999787
ISK 122.339675
JEP 0.740868
JMD 158.189054
JOD 0.709018
JPY 159.412998
KES 129.414776
KGS 87.430699
KHR 4010.373568
KMF 419.999823
KPW 899.999995
KRW 1474.359755
KWD 0.30773
KYD 0.835096
KZT 459.094011
LAK 21945.000051
LBP 89549.999672
LKR 318.913155
LRD 183.874997
LSL 16.514347
LTL 2.95274
LVL 0.60489
LYD 6.356397
MAD 9.259683
MDL 17.345942
MGA 4164.800526
MKD 52.58242
MMK 2099.922997
MNT 3576.490722
MOP 8.089149
MRU 40.012626
MUR 46.709773
MVR 15.449974
MWK 1737.580031
MXN 17.383499
MYR 3.952501
MZN 63.909947
NAD 16.514417
NGN 1359.580063
NIO 36.879058
NOK 9.293994
NPR 150.93435
NZD 1.69332
OMR 0.384484
PAB 1.002047
PEN 3.494199
PGK 4.351609
PHP 60.814973
PKR 279.300464
PLN 3.62675
PYG 6312.888957
QAR 3.663027
RON 4.343602
RSD 100.155962
RUB 74.870377
RWF 1468.514466
SAR 3.750495
SBD 8.045307
SCR 13.670759
SDG 600.502819
SEK 9.220202
SGD 1.274399
SHP 0.746601
SLE 24.625022
SLL 20969.496166
SOS 572.6814
SRD 37.364991
STD 20697.981008
STN 20.900692
SVC 8.768128
SYP 110.524981
SZL 16.500527
THB 32.34013
TJS 9.41196
TMT 3.505
TND 2.915287
TOP 2.40776
TRY 45.044202
TTD 6.8043
TWD 31.47098
TZS 2601.37301
UAH 44.193379
UGX 3728.032759
UYU 39.85668
UZS 12098.101941
VES 483.16466
VND 26359
VUV 118.189547
WST 2.728507
XAF 559.592392
XAG 0.013242
XAU 0.000214
XCD 2.70255
XCG 1.806006
XDR 0.695953
XOF 559.592392
XPF 101.735978
YER 238.649808
ZAR 16.511502
ZMK 9001.196194
ZMW 18.96426
ZWL 321.999592
Assifact, lo Stato deve pagare il debito anche di Comuni in dissesto
Assifact, lo Stato deve pagare il debito anche di Comuni in dissesto

Assifact, lo Stato deve pagare il debito anche di Comuni in dissesto

Le sentenze della Corte Ue alleviano rischi e norme prudenziali del settore

Dimensione del testo:

Le diverse sentenze della Corte Europea dei diritti dell'uomo, che impongono allo Stato italiano di farsi carico anche del debito di Comuni falliti e in dissesto, accelerano i pagamenti in sospeso al comparto del factoring che vede così diminuire i suoi rischi e chiede quindi norme della vigilanza meno stringenti. E' quanto sottolinea Assifact, l'associazione italiana per il factoring, che rileva come nel 2025 il fenomeno ha conosciuto un'accelerazione con numerose sentenze che hanno condannato lo Stato italiano a garantire il pagamento dei crediti vantati da imprese e intermediari, anche quando il debitore originario è un ente locale fallito o in dissesto. "Se per i dissesti degli enti locali paga lo Stato - spiega l'associazione - il rischio effettivo sulle esposizioni di factoring verso la PA è, in realtà, ancora più contenuto rispetto al rischio connesso alle cessioni di crediti commerciali vantati verso imprese che già esprimono, dati alla mano, un livello di rischio inferiore del rischio tipico delle esposizioni finanziarie tradizionali". Anche per questo, la regolamentazione prudenziale deve riflettere questa differenza. La serie di sentenze della corte Cedu che Assifact elenca (come quelli verso il Comune di Catania o di Montecorvino Pugliano) sta ristabilendo diritto ed equità quando le regole interne — dissesto, moratorie, gerarchie di pagamento — bloccano l'esecuzione di titoli certi, liquidi ed esigibili. "Ed anche la politica ha iniziato a muoversi con il decreto mirato e il fondo dedicato". Per far fronte agli obblighi derivanti dalle pronunce, l'Esecutivo ha varato il DL 156/2025, che consente al ministero dell'Interno di erogare contributi fino a 40 milioni a favore dei comuni capoluogo di città metropolitana condannati per inadempimenti di pagamento in sede Cedu; è la leva che, insieme all'azione giudiziaria, ha consentito lo sblocco nel caso Catania-Banca Sistema. Parallelamente, la manovra introduce un "fondo sentenze" da 2 miliardi per fronteggiare gli impatti finanziari di decisioni nazionali ed europee, con prospettiva di strutturalità oltre il 2026. Si tratta, secondo Assifact, di due mosse utili, ma non sufficienti. In Italia i comuni in dissesto sono 105 e non tutti rientrano nel cono di luce del decreto; numerosi enti e società partecipate (ex gestioni dei rifiuti, consorzi idrici e di bonifica) non sono coperti, pur essendo potenziali destinatari del principio Cedu secondo cui la responsabilità ultima ricade sullo Stato. Sarebbe pertanto opportuno valutare un ampliamento del raggio d'azione del Decreto legge. Per il factoring — ma soprattutto per le Pmi che smobilizzano crediti e per i fornitori della Pa — è il momento di completare il quadro con una regolamentazione proporzionata e una definizione di default aderente alla realtà dei crediti commerciali. Non è una battaglia di settore ma una leva per la competitività e la resilienza del sistema produttivo italiano. Con una regolamentazione più coerente con il rischio e semplificata, si liberano risorse che le imprese possono utilizzare per investimenti e occupazione.

H.Au--ThChM