The China Mail - Taglio dell'Irpef, contratti, energia, parte la corsa alla manovra

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Taglio dell'Irpef, contratti, energia, parte la corsa alla manovra
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Taglio dell'Irpef, contratti, energia, parte la corsa alla manovra

Meloni promette meno tasse. Con risorse da flessibilità conto da almeno 30 miliardi

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Meno tasse, più potere d'acquisto e occupazione. Le priorità sono tracciate. Ed è da qui che il governo intende ripartire a settembre, gettando le basi per quella che sarà la quinta ed ultima manovra di questa legislatura. Una legge di bilancio su cui si consumeranno gli appetiti dei partiti, stimolati più che mai dal clima pre-elettorale. Ma che avrà anche un respiro finanziario più ampio delle precedenti, grazie allo scostamento legato alla flessibilità concessa dall'Ue per le spese in difesa ed energia. L'Italia si prepara infatti a chiedere a Bruxelles l'attivazione della clausola di salvaguardia nazionale per complessivi 35 miliardi nel triennio (l'1,5% del Pil). Denaro che, dopo l'ok dell'Europa atteso per ottobre, verrà svincolato con uno scostamento di bilancio da approvare con voto a maggioranza assoluta del Parlamento. La metà di questo 'tesoretto', circa 14 miliardi (lo 0,6%, ma potrebbero anche essere meno senza l'uscita dalla procedura per deficit eccessivo), confluirebbe subito all'interno delle risorse per la legge di bilancio 2027. Soldi che tuttavia sono già prenotati per le spese in difesa ed energia. Su quest'ultimo capitolo, in attesa che venga formalizzato (forse già lunedì) l'elenco definitivo delle spese ammissibili, quel che è certo è che verranno ammesse solo misure mirate a migliorare strutturalmente la sicurezza del sistema, mentre saranno esclusi interventi provvisori come i tagli alle accise o sussidi ai privati. Al netto di questo capitolo, il menù della manovra ha già iniziato a prendere forma sul tavolo del ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, che ha già ricevuto dai ministri la lista delle richieste. Il ministro della Salute Orazio Schillaci punta ad almeno 5 miliardi per la sanità, per aumentare le assunzioni e gli stipendi. Sul fronte del lavoro, su cui è impegnata la ministra Elvira Calderone, si va verso la riconferma della tassazione agevolata dei rinnovi contrattuali, i premi di risultato e le indennità per il lavoro faticoso: valore totale, 2 miliardi. Il ministro per il Sud Luigi Sbarra chiede il rifinanziamento della Zes per il Sud, con almeno 4 miliardi aggiuntivi nel triennio. Alle infrastrutture Matteo Salvini si aspetta 5 miliardi per strade e cantieri. C'è poi da completare l'ultimo tassello del taglio dell'Irpef per il ceto medio, portando dal 43% al 33% l'aliquota per i redditi tra 50 e 60 mila euro: intervento da circa 1,2 miliardi. Mentre sul capitolo pensioni serviranno 1,1 miliardi se si vorrà evitare l'aumento di un mese dell'età pensionabile che scatta dal 2027. Contando anche le spese indifferibili (1,5-2 miliardi), il conto è quindi già salato: oltre 17 miliardi. Aggiungendo poi le risorse derivanti dallo scostamento, la prossima manovra potrebbe superare i 30 miliardi. Il tutto al netto delle richieste dei partiti di maggioranza, che già scalpitano per mettere le loro bandierine. La presidente del consiglio Giorgia Meloni ha indicato la rotta per settembre: "Alleggerire le tasse, rafforzare il potere d'acquisto e favorire un'occupazione sempre più stabile". Ma il vicepremier Salvini è già scattato avanti, proponendo una nuova tassa sulle banche. Misura difficilmente condivisibile da Forza Italia, anche se nella maggioranza, a taccuini chiusi, non si nega che qualcosa si potrebbe arrivare a chiedere. .

V.Liu--ThChM