Schillaci, in mille ospedali liste d'attesa migliorate di oltre il 20%
'Ci sono centri che già riescono a fare una Tc del torace in quattro giorni'
"Ci sono già sul territorio nazionale più di mille ospedali che hanno migliorato fino al 20% e oltre il numero di prestazioni e i tempi di abbattimento delle liste d'attesa rispetto all'anno precedente". Così il ministro della Salute, Orazio Schillaci, intervenendo a Unomattina, su Rai1. "Vorrei dare anche delle notizie positive", ha aggiunto il ministro. "Anche se un po' a macchia di leopardo, oggi ci sono centri in Italia che riescono a fare una Tc del torace in quattro giorni o una visita cardiologica specialistica in cinque giorni". Secondo Schillaci, la legge sulle liste d'attesa "dove è applicata funziona. Ci sono dati molto incoraggianti: oggi l'81% delle visite specialistiche viene erogata nei tempi, soprattutto c'è un miglioramento nei primi mesi di quest'anno rispetto allo scorso anno e questo è fondamentale. Tuttavia, dobbiamo aggredire il 20% che non viene eseguito nei tempi richiesti". Il ministro ha ricordato inoltre il tema dell'appropriatezza che contribuisce ad alimentare le liste d'attesa: quasi 1 esame su 5 è infatti considerato non appropriato. "Oggi si fanno ancora troppi esami inutili, questo pesa ovviamente sul servizio sanitario nazionale e allunga le liste d'attesa. Noi non vogliamo togliere niente a nessuno: vogliamo che chi ha bisogno faccia l'esame quando ne ha bisogno, vogliamo che i medici siano più tutelati quando fanno delle prescrizioni o quando negano una prestazione inutile e per questo abbiamo modificato la responsabilità professionale dei medici e degli operatori sanitari", ha aggiunto Schillaci. Su questo fronte, ha proseguito il ministro, "bisogna migliorare la cultura; inoltre stiamo lavorando, soprattutto con l'Istituto Superiore di Sanità, per avere delle linee guida moderne e delle buone pratiche cliniche. I medici devono essere tranquilli prescrivendo solo ciò che serve e i cittadini devono aver fiducia nel servizio sanitario nazionale, che rimane un modello e si basa sulla gratuità, sull'equità e sulla uguaglianza nell'accesso alle cure", ha concluso.
R.Lin--ThChM