The China Mail - Da Gianna a Vita spericolata, Sanremo e le canzoni immortali che non vinsero

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Da Gianna a Vita spericolata, Sanremo e le canzoni immortali che non vinsero
Da Gianna a Vita spericolata, Sanremo e le canzoni immortali che non vinsero

Da Gianna a Vita spericolata, Sanremo e le canzoni immortali che non vinsero

Nel prezioso libro di Rettani-Donvito testimonianze di Arbore, Baudo, Vessicchio, Mollica

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(di Cinzia Conti) MARCO RETTANI E NICO DONVITO, SANREMO E LA CLASSIFICA DEL TEMPO (Azzurra Music, 324 pagine più il cd con 16 canzoni, 29,90 euro). Manca ormai meno di un mese al festival di Sanremo, "quel gran ballo di corte" della musica italiana come lo definisce quel geniaccio di Renzo Arbore, e già si rincorrono i primi rumors e qualche polemica bollente, tra la partecipazione all'Eurovision e l'assenza di molti big. Ma a un certo punto si spegnerà magicamente tutto e resteranno loro: le canzoni. Quelle dell'albo d'oro, le vincitrici scelte dal pubblico e dalla sala stampa, quelle passate a manetta dalle radio perché facili tormentoni che ti entrano in testa e poi le canzoni che faranno la storia e diventeranno immortali ma che non sono state 'incoronate' nel frullatore della caotica settimana dell'Ariston. E in libreria arriva nella data simbolica del 29 gennaio, che coincide con il giorno di partenza della 1/a edizione del Festival nel 1951, "Sanremo e la classifica del tempo (100 canzoni non incoronate dal Festival diventate immortali)". Un prezioso e documentatissimo volume, firmato da Marco Rettani e Nico Donvito e arrichito da foto e cover che raccoglie e celebra di 100 queste canzoni. Da Papaveri e Papere del 1952 e Musetto (La più bella sei tu) del 1956 fino alla potente Tango di Tananai del 2023 e alla meraviglia di Volevo essere un duro di Lucio Corsi del 2024. E a corredo anche un cd che raccoglie 16 hit come Una lacrima sul viso, Ma che freddo fa, Con te partirò e E dimmi che non vuoi morire. "Ho sempre pensato che la vera vittoria di una canzone sia riuscire a restare. Restare nei ricordi, nelle ferite, nelle gioie, nelle partenze, nei ritorni" spiega Marco Rettani, scrittore, autore, compositore e produttore discografico. Gli fa eco Nico Donvito: "Cento canzoni, cento storie. Siamo andati alla ricerca dei motivi più popolari e cantabili, ma anche degli aneddoti più curiosi e speciali". Nel libro infatti non ci sono solo le canzoni, ma anche e soprattutto le vicende che accaddero sul palco e fuori e 100 commenti di artisti, autori, addetti ai lavori e persone legate ai cantanti, che offrono punti di vista differenti e rendono il racconto corale, vivo e partecipato. Un vero tesoro per chi non ama Sanremo ma potrebbe scoprire di averlo sottovalutato e per chi conosce a menadito il festival. Il plus è poi dato dai contributi originali di Renzo Arbore, Peppe Vessicchio e Vincenzo Mollica e da una lettera intensa e affettuosa di Pippo Baudo. Del resto è arcinoto che alcune delle icone della musica italiana proprio a Sanremo emisero i primi vagiti e non furono riconosciute, forse perché troppo avanti, forse perché troppo fuori da ogni schema per essere incasellate in un podio con tre posti. Ecco allora la Vita Spericolata di Vasco Rossi (1983), arrivato addirittura 25/o e che l'anno prima era già salito sul palco con Vado al massimo. Ma anche Donne di Zucchero e Randy Jackson Band (1985) solo 21/a e Lei verrà di Mango solo 14/a nel 1986, anno in cui ci fu la prima conduttrice donna, la brillante Loretta Goggi. Incredibile ma non vinse nemmeno Il clarinetto di Renzo Arbore (1985) affiancato da Gegè Telesforo, Nando Murolo, Adriano Fabi e Piero Roberto. Niente vittoria nemmeno per Almeno tu nell'universo di Mia Martini e Spunta la luna dal monte di Bertoli-Tazenda e davvero tante tante altre. Curioso come in certe annate fu tale la concentrazione di capolavori rimasti senza riconoscimento che si capisce come fu davvero difficile scegliere. Nel 1966, ad esempio, Nessuno mi può giudicare di Caterina Caselli, Il ragazzo della via Gluck di Adriano Celentano in abbinamento con il Trio del Clan, composto da Ico Cerutti, Pilade e Gino Santercol, La notte dell'addio e Io ti darò di più, mentre a vincere fu Dio come ti amo di Domenico Modugno (alla sua quarta vittoria in nove edizioni) e Gigliola Cinquetti. Nel 1967, l'anno più drammatico di sempre per la tragica fine di Luigi Tenco in gara con Dalida con Ciao Amore Ciao, c'erano in gara canzoni come Cuore matto, L'immensità, La musica è finita (meraviglia cantata da Ornella Vanoni e Mario Guarnera e scritto da Nicola Salerno-Nisa e Franco Califano per il testo e da Umberto Bindi per la musica) e Bisogna saper perdere dei The Rokes e Lucio Dalla. Correndo avanti nel tempo nel 1972 ci sono icone come Jesahel, Montagne verdi e Piazza Grande e nel 1981 Maledetta primavera, Sarà perché ti amo e Ancora. E nel 1995? Non agguantarono la vittoria pezzi da novanta come Destinazione Paradiso, Con te partirò, Finalmente tu e Gente come noi. Negli ultimi anni sono state incredibilmente terza Vietato morire di Ermal Meta (2017) e quarta Musica leggerissima di Colapesce Dimartino (2021). L'elenco è lunghissimo e può essere solo parziale. Chissà quanti 13/i o 18/i posti ogni italiano ha nel cuore. Adesso manca poco alla 76/a edizione: non resta che aspettare il podio, sicuri che l'icona potrebbe spuntare da chissà dove...

E.Lau--ThChM