The China Mail - Nel mondo fragile e unico di Jeff Buckley, oltre la leggenda

USD -
AED 3.6725
AFN 63.49826
ALL 81.649957
AMD 368.209891
ANG 1.790403
AOA 917.503082
ARS 1436.737304
AUD 1.429756
AWG 1.8
AZN 1.699145
BAM 1.685177
BBD 2.015096
BDT 122.817901
BGN 1.69088
BHD 0.377104
BIF 2991
BMD 1
BND 1.281762
BOB 6.938712
BRL 5.090801
BSD 1.000526
BTN 94.560525
BWP 13.406112
BYN 2.76997
BYR 19600
BZD 2.012252
CAD 1.41566
CDF 2320.000121
CHF 0.808655
CLF 0.022506
CLP 885.759871
CNY 6.75745
CNH 6.796635
COP 3435
CRC 455.716489
CUC 1
CUP 26.5
CVE 95.350078
CZK 20.80205
DJF 177.719866
DKK 6.43614
DOP 58.599944
DZD 132.878973
EGP 49.908197
ERN 15
ETB 158.375021
EUR 0.875592
FJD 2.2337
FKP 0.746465
GBP 0.758987
GEL 2.644999
GGP 0.746465
GHS 11.2977
GIP 0.746465
GMD 72.999684
GNF 8777.499016
GTQ 7.626359
GYD 209.290102
HKD 7.83801
HNL 26.697197
HRK 6.596596
HTG 130.666299
HUF 300.649642
IDR 17748.6
ILS 2.954095
IMP 0.746465
INR 94.309498
IQD 1310
IRR 1374999.999942
ISK 124.330031
JEP 0.746465
JMD 158.238482
JOD 0.709019
JPY 160.262999
KES 129.520178
KGS 87.449762
KHR 4012.493065
KMF 424.999812
KPW 900.00035
KRW 1511.864997
KWD 0.308098
KYD 0.8338
KZT 487.920041
LAK 22029.999804
LBP 89550.000054
LKR 335.185855
LRD 182.14983
LSL 16.194858
LTL 2.95274
LVL 0.60489
LYD 6.37502
MAD 9.245017
MDL 17.459223
MGA 4199.999949
MKD 53.086638
MMK 2099.945791
MNT 3579.382153
MOP 8.072446
MRU 40.080045
MUR 47.130241
MVR 15.460244
MWK 1736.000257
MXN 17.39902
MYR 4.064804
MZN 63.902105
NAD 16.201917
NGN 1359.119651
NIO 36.6101
NOK 9.77045
NPR 151.295881
NZD 1.746328
OMR 0.384498
PAB 1.000526
PEN 3.41251
PGK 4.38775
PHP 60.373009
PKR 278.298187
PLN 3.64767
PYG 6105.515298
QAR 3.640502
RON 4.507036
RSD 101.071054
RUB 72.971546
RWF 1488
SAR 3.751894
SBD 8.061424
SCR 14.115123
SDG 600.499323
SEK 9.627603
SGD 1.28203
SHP 0.746601
SLE 24.750291
SLL 20969.503664
SOS 571.507527
SRD 37.332026
STD 20697.981008
STN 21.4
SVC 8.754244
SYP 110.532098
SZL 16.19688
THB 32.534501
TJS 9.274765
TMT 3.51
TND 2.91175
TOP 2.40776
TRY 46.44366
TTD 6.796543
TWD 31.558502
TZS 2625.00297
UAH 44.808889
UGX 3701.565583
UYU 40.393596
UZS 12004.999858
VES 596.036397
VND 26326
VUV 118.988901
WST 2.739751
XAF 565.192704
XAG 0.015738
XAU 0.000242
XCD 2.70255
XCG 1.803205
XDR 0.703697
XOF 565.000179
XPF 103.250281
YER 238.625025
ZAR 16.519225
ZMK 9001.202402
ZMW 17.684109
ZWL 321.999592
Nel mondo fragile e unico di Jeff Buckley, oltre la leggenda
Nel mondo fragile e unico di Jeff Buckley, oltre la leggenda

Nel mondo fragile e unico di Jeff Buckley, oltre la leggenda

Arriva il doc di Amy Berg sulla voce di Grace e Halleluja

Dimensione del testo:

(di Alessandra Magliaro) Una storia sull'amore e sul desiderio di essere amati, una storia di fragilità e insicurezze, di immenso talento, una storia familiare con un'ombra paterna così ingombrante da esserne schiacciati per la vita, ma soprattutto la storia di una delle voci più belle e uniche della storia del rock. Parliamo di Jeff Buckley, l'anima candida e dolcissima che ha segnato una generazione e che resta leggenda a 60 anni dalla nascita (17 novembre 1966) e a quasi 30 anni dalla morte (29 maggio 1997). Amy Berg, che già su Janis Joplin aveva fatto la stessa operazione, ossia quella di restituire la persona oltre la fama immortale, prova a svelare il mistero Jeff Buckley riuscendo a far parlare per la prima volta la madre Mary Guibert cui era legato in modo viscerale e che è custode della sua eredità artistica, le compagne Rebecca Moore, Joan Wasser, i musicisti Ben Harper, Michael Tighe, Parker Kindred rivelando con immagini inedite, oltre quelle dei concerti e dello storico tour americano, il suo privato nel contesto culturale della New York degli anni Ottanta e Novanta. 'It's Never Over, Jeff Buckley', coprodotto da Brad Pitt, standing ovation al Sundance festival, passato alla Festa di Roma, arriva con Nexos Studios come evento al cinema il 16, 17 e 18 marzo pronto a soddisfare la folla di appassionati ansiosi di riannodare il legame con questo artista carismatico suo malgrado. La parola più abusata, leggenda, quando si tratta di Jeff Buckley è davvero difficile da evitare: come definire altrimenti quell'album di esordio, Grace, rimasto poi il suo unico che ha segnato un'epoca ed è considerato tra i migliori album di tutti i tempi? E quelle cover che tanto amava, prima fra tutte Hallelujah di Leonard Cohen ascoltando la quale è impossibile non provare brividi. Jeff Buckley e quella voce meravigliosa, acrobatica, estesa a quattro ottave, baritono, tenore e falsetto insieme, capace di essere femminile e maschile, soul e rock, con dentro tristezza e energia, potente e intimista. Jeff strappa il cuore e continua a farlo in questo documentario commovente da vedere e rivedere per provare a saperne sempre un po' di più di questo ragazzo che conobbe tardi il padre, e che padre: Tim Buckley, leggenda su leggenda, amandolo e respingendolo al tempo stesso, questo musicista che rischiò di non esibirsi perchè la madre fumava l'erba con le amiche nel parcheggio antistante attirando gli strali della polizia di Los Angeles, questo giovane che viveva di musica e per la musica, vorace al punto da arrampicarsi sull'impalcatura del palco del concerto dei Led Zeppelin per respirare la loro energia, quel musicista in cui dentro convivevano Nina Simone, Zeppelin, Nusrat Fateh Ali Khan, Edit Piaf, Soundgarden per lui tutti miti che divennero i suoi primi fan. Che storia quella di Jeff Buckley, per molti versi simile a tanti miti fragili della musica, in lotta con quello che gli altri si aspettavano da lui a cominciare dalla casa discografica. Morì prematuramente il 29 maggio 1997 a Memphis dove si era 'ritirato' per fuggire la pressione dei media, riposare da un tour epocale e preparare il secondo album in una modesta villetta coloniale affittata, leggenda vuole immergendosi nelle onde melmose del Mississipi sulle note di Whole Lotta Love dei Led Zeppelin, annegato, con in corpo nessuna droga ma una birretta dopo aver lasciato messaggi di amore e orgoglio alla madre Mary che lo ebbe da Tom a 17 anni crescendolo da sola, alla dolce Rebecca e a Joan che ancora oggi non riesce a parlare senza scoppiare a piangere. Nel docufilm di Amy Berg costato anni e anni di indagini, archivio, interviste con l'obiettivo di restituire una persona particolare, Jeff dice "la musica era mia madre, era mio padre" ma passò la vita a evitare il fantasma di Tim, anima inquieta di cui aveva ereditato la voce, morto a 28 anni per il solito mix alcol e droghe che negli anni '70 portò via musicisti fenomenali. La paura di Jeff di perdere la libertà artistica e la pressione che sentiva su di lui suonano oggi, che la parola fragilità non è più un tabù, di enorme attualità. Restano quella voce pazzesca, quell'album Grace mitologico e ora con il doc di Berg anche l'emozione di essere entrati un po' di più nella sua vita.

P.Ho--ThChM