The China Mail - Tricia Tuttle resta alla guida della Berlinale

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Tricia Tuttle resta alla guida della Berlinale
Tricia Tuttle resta alla guida della Berlinale

Tricia Tuttle resta alla guida della Berlinale

Dopo le polemiche politiche, arrivano dei paletti per il festival

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Nonostante le polemiche politiche legate all'ultima edizione del festival, la direttrice della Berlinale Tricia Tuttle resterà al suo posto. Lo ha deciso il consiglio di sorveglianza del Kulturveranstaltungen des Bundes in Berlin l'istituzione a capo dell'organizzazione dei principali eventi culturali della città. Una scelta che di concerto con il Ministero della Cultura è stata accompagnata dall'emissione di una serie di raccomandazioni, "tra cui la creazione di un codice di condotta, la formazione del personale che si occupa di contenuti politicamente sensibili e il lancio di un forum consultivo indipendente che rappresenti diversi gruppi sociali, tra cui le voci ebraiche" scrive Variety. Il festival, nel suo primo commento ufficiale, sottolinea che le indicazioni ricevute non vanno considerate condizioni sine qua non: "Dopo l'odierna riunione del Consiglio di Sorveglianza del Kbb sul futuro della Berlinale, accogliamo con favore la conferma da parte del Consiglio dell'importanza dell'indipendenza del nostro lavoro - si legge nella nota -. Condividiamo la loro convinzione che il festival sia sulla strada giusta e che possa continuare a crescere e migliorare sotto la guida di Tricia Tuttle. Abbiamo anche ricevuto raccomandazioni, piuttosto che condizioni, relative al mantenimento dell'incarico di Tuttle. La loro valutazione e qualsiasi attuazione spetta ora alla Berlinale, e le esamineremo". Le polemiche sull'edizione 2026 erano nate sin dalla conferenza d'apertura, quando il presidente della giuria Wim Wenders, aveva affermato che il cinema deve stare "fuori dalla politica perché se realizziamo film che sono espressamente politici, entriamo in un campo che non ci appartiene". Una dichiarazione che aveva portato una pioggia di reazioni, compresa la decisione della scrittrice indiana Arundhati Roy di annullare la partecipazione al festival. L'episodio più discusso però è avvenuto alla fine della Berlinale, durante la cerimonia della premiazione, con il regista siriano palestinese Abdallah Alkhatib, premiato per "Cronache da un assedio", che ha accusato la Germania di complicità in genocidio dal palco, aggiungendo: "ci ricorderemo di chi è stato con noi e ci ricorderemo di chi è stato contro di noi". Parole che hanno portato il ministro dell'Ambiente Carsten Schneider, presente in sala, ad andarsene e poi a una serie di critiche alla gestione di Tricia Tuttle. Il governo, aveva rivelato Bild, stava valutando la decisione di sostituirla, ma a sostegno della direttrice si sono schierati, fra gli altri, i dipendenti della Berlinale e centinaia di cineasti e professionisti dell'industria cinematografica internazionale, fra i quali Sean Baker, Tilda Swinton, Kleber Mendonça Filho, Tom Tykwer e Todd Haynes.

J.Thompson--ThChM