Oreste, avere vent'anni, tra paradosso e sentimenti alla ricerca di sé
Al Nuovo Cinema di Pesaro il corto di esordio alla regia di Alessandro Cedola
Alla Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro nella giornata dedicata ai debutti c'è 'Oreste', il cortometraggio esordio alla regia di Alessandro Cedola, già sceneggiatore del premiato corto Bratiska di Gregorio Mattiocco, nella shortlist dei David. Il personaggio del titolo è un ragazzo sconclusionato e pieno di dubbi sul futuro, alle prese con la ricerca ossessiva di una ragazza che si allinei perfettamente ai suoi bizzarri ideali. In una torrida Roma estiva viene travolto da appuntamenti fallimentari, amici stravaganti e consigli improbabili, che lo porteranno a realizzare che l'unico modo per trovare qualcosa è smettere di cercarlo. 'Oreste' si distingue per il tono originale, spiritoso, a tratti surreale ma anche tenero e romantico del cortometraggio che da Pesaro comincia il suo viaggio. Un tono "che rispecchia lo stato emotivo che ho provato nell'estate tra il quinto liceo e il mio primo anno di centro sperimentale, un periodo - dice Cedola, classe 2004, al terzo anno di sceneggiatura del CSC - in cui ancora non sapevo cosa fare all'università, e passavo le giornate senza fare nulla, oppure oziando con i miei amici. Un'esperienza comune a tanti miei coetanei quando la necessità di trovare un posto nel mondo, che in questo caso è identificato nella ricerca disperata di una relazione, si risolve nella scoperta che a volte per trovare qualcosa bisogna smettere di cercarlo. Con questo film volevo restituire il mondo del protagonista nel modo più sincero possibile, mischiando sentimenti reali a situazioni grottesche, surreali, paradossali. L'immaginazione di Oreste spesso supera i veri problemi della sua vita, ed è per lui un grande peso ma anche ciò che lo definisce, e il motivo per cui le persone gli vogliono bene". Il progetto di Oreste è particolare anche nella produzione: il giovane regista ha scelto di coinvolgere persone che potevano provare anche in minima parte i sentimenti dei personaggi, sia nella troupe che nel cast. "Ho scelto un mix di giovani attori professionisti e di amici che si sono prestati al lavoro, così che si spalleggiassero l'un l'altro e contribuissero al dinamismo della narrazione. La troupe è composta da ragazzi lasciati liberi di esprimersi nel loro lavoro, così che ogni reparto mettesse qualcosa di personale nel film". Nelle note di produzione, la produttrice esecutiva Irene Pochini, studentessa al primo anno del Centro Sperimentale, anche lei all'esordio con Oreste sottolinea: "Il film nasce dal desiderio di restituire quella sensazione tipica di una fase della vita in cui ci si sente contemporaneamente adulti e ancora profondamente impreparati, grandi e piccoli allo stesso tempo. Questo progetto indipendente è stato reso possibile grazie all'impegno e alla passione di un gruppo di giovani professionisti che hanno unito energie, competenze e tempo per dare vita a una storia nella quale hanno riconosciuto fin da subito uno sguardo originale e autentico, capace di raccontare inquietudini, desideri e contraddizioni della loro generazione". Nel cast Alessandro Cedola, Sveva Candelett, Dario Naglieri, Tancredi e Federico Stok, Giovanni Fuoco, Christian Carere, Eco Andriolo, Francesco Zenga. Realizzato con un budget estremamente contenuto, Oreste è stato finanziato in larga parte attraverso una raccolta fondi. "Oreste - si legge nelle note di produzione - rappresenta un piccolo tassello del cinema indipendente italiano contemporaneo: un'opera nata dalla collaborazione, dall'ostinazione e dalla volontà di trovare una propria voce. Proprio come il suo protagonista, anche il film è alla ricerca del proprio spazio nel mondo e non vede l'ora di incontrare il pubblico".
B.Carter--ThChM
