The China Mail - Csi in Mongolia 30 anni dopo a chiudere il cerchio, 'ci ha richiamati'

USD -
AED 3.672502
AFN 64.999861
ALL 82.320418
AMD 367.445085
ANG 1.790254
AOA 916.999719
ARS 1487.4942
AUD 1.443793
AWG 1.8
AZN 1.703129
BAM 1.716435
BBD 2.020886
BDT 123.67316
BGN 1.715603
BHD 0.37834
BIF 2985.124402
BMD 1
BND 1.295274
BOB 6.923833
BRL 5.109902
BSD 1.003379
BTN 95.582234
BWP 13.570523
BYN 2.868049
BYR 19600
BZD 2.01799
CAD 1.416205
CDF 2257.999743
CHF 0.81036
CLF 0.023559
CLP 927.21024
CNY 6.77695
CNH 6.78846
COP 3244.85
CRC 456.448286
CUC 1
CUP 26.5
CVE 96.761031
CZK 21.2952
DJF 178.674857
DKK 6.55834
DOP 58.923165
DZD 133.211112
EGP 49.923403
ERN 15
ETB 160.95694
EUR 0.87739
FJD 2.2362
FKP 0.74666
GBP 0.747475
GEL 2.644975
GGP 0.74666
GHS 11.503493
GIP 0.74666
GMD 73.487957
GNF 8800.69858
GTQ 7.656057
GYD 209.893987
HKD 7.83895
HNL 26.862607
HRK 6.608987
HTG 131.318317
HUF 313.673501
IDR 18146.5
ILS 3.022798
IMP 0.74666
INR 95.79265
IQD 1314.488067
IRR 1374750.000044
ISK 125.820026
JEP 0.74666
JMD 158.539315
JOD 0.708978
JPY 162.343961
KES 129.249771
KGS 87.448797
KHR 4044.951709
KMF 432.000304
KPW 900.000572
KRW 1507.919749
KWD 0.309731
KYD 0.836189
KZT 473.033161
LAK 22626.606579
LBP 89847.264941
LKR 336.64635
LRD 182.213095
LSL 16.343443
LTL 2.95274
LVL 0.60489
LYD 6.426785
MAD 9.373264
MDL 17.633199
MGA 4302.094441
MKD 54.033322
MMK 2099.551039
MNT 3584.411354
MOP 8.102031
MRU 39.976304
MUR 47.260004
MVR 15.450416
MWK 1739.969898
MXN 17.53032
MYR 4.079204
MZN 63.894587
NAD 16.343515
NGN 1381.660056
NIO 36.92116
NOK 9.78775
NPR 152.936943
NZD 1.738265
OMR 0.384486
PAB 1.003291
PEN 3.408647
PGK 4.479315
PHP 61.627497
PKR 278.92334
PLN 3.802725
PYG 6100.043879
QAR 3.657952
RON 4.592052
RSD 102.960391
RUB 76.749681
RWF 1474.050963
SAR 3.759664
SBD 8.048583
SCR 14.775309
SDG 600.504821
SEK 9.70085
SGD 1.294575
SHP 0.746601
SLE 24.350123
SLL 20969.434371
SOS 573.432035
SRD 37.610499
STD 20697.981008
STN 21.501413
SVC 8.779636
SYP 110.532098
SZL 16.341146
THB 33.397501
TJS 9.2863
TMT 3.5
TND 2.965888
TOP 2.40776
TRY 47.0018
TTD 6.817354
TWD 32.088506
TZS 2634.982976
UAH 44.639539
UGX 3692.034963
UYU 40.457938
UZS 12118.951604
VES 708.806401
VND 26266.5
VUV 119.982237
WST 2.760903
XAF 575.681143
XAG 0.017272
XAU 0.000247
XCD 2.70255
XCG 1.808408
XDR 0.715963
XOF 575.678617
XPF 104.664072
YER 237.075027
ZAR 16.397775
ZMK 9001.196424
ZMW 18.086003
ZWL 321.999592
Csi in Mongolia 30 anni dopo a chiudere il cerchio, 'ci ha richiamati'
Csi in Mongolia 30 anni dopo a chiudere il cerchio, 'ci ha richiamati'

Csi in Mongolia 30 anni dopo a chiudere il cerchio, 'ci ha richiamati'

Zamboni e Ferretti, 'il ritorno è restituzione'. Poesia, politica e concerto come rito

Dimensione del testo:

(di Francesco Betrò) "Non è stato uno sforzo di volontà, c'è stato un richiamo, c'è stata una chiamata". Come trent'anni fa, Massimo Zamboni e Giovanni Lindo Ferretti tornano in Mongolia nella maniera più inaspettata, dopo quel viaggio del 1996 che avrebbe lasciato un segno profondo nella storia del Consorzio Suonatori Indipendenti (Csi) e ispirato Tabula Rasa Elettrificata, uno dei loro album più significativi e di successo. In quell'anno rimandarono il tour di Linea Gotica per rispondere a quella chiamata. Questa volta tutto è nato da un invito al Playtime Festival di Ulan Bator, che li ha ospitati il 4 luglio. "È stato un attimo pensare che quello che per me era soltanto un piacere potesse diventare una necessità, qualcosa di molto più grande, quella di coinvolgere i Csi", spiega Zamboni. "La Mongolia non è la mia storia privata. Non ci vai per prendere quello che c'è, piuttosto lo assorbi, in qualche modo diventa tuo". Poi lo elabori: "Il ritorno alla fine è sempre restituzione. Questa per noi è una bellissima chiusura di cerchio". Ma il percorso non finisce qui. Quello in corso è il primo capitolo di un progetto destinato a proseguire nel 2027, quando l'intera formazione dei Csi tornerà a Ulan Bator per completare idealmente il viaggio iniziato quest'anno con il 'Preludio' di Ferretti e Zamboni. Per Ferretti il legame con questa terra è quasi ancestrale. Figlio di una famiglia di pastori, la Mongolia rappresenta ancora uno degli ultimi luoghi in cui sopravvive una civiltà capace di parlare all'uomo contemporaneo. Ma è anche un Paese che cambia. Le strade arrivano nelle steppe e con loro il benessere. "Chi sono io per dire ai mongoli che non devono provare quello che noi abbiamo provato?", si chiede Ferretti, che osserva questa trasformazione "con affetto", senza nostalgia né condanne. Sul palco, però, quella Mongolia continua a vivere. Da Brace, passando per A tratti e Unità di produzione, la scaletta, racconta Zamboni, è stata costruita scegliendo i brani dei Cccp e dei Csi che meglio potessero dialogare con "la potenza" evocata da queste terre, grazie anche agli arrangiamenti della band Lostatobrado, capaci di dare una nuova forza alla voce di Ferretti. "Il palco funziona quando l'orizzontale e il verticale si incrociano", racconta il cantante, per il quale non è "mai un problema di musica", anche se senza di essa "non ci sarebbe niente". Ogni concerto diventa così una "cerimonia", sospesa tra un reading poetico e un accampamento di nomadi raccolti intorno al fuoco, dove la musica sostiene le parole e restituisce alla poesia una funzione collettiva. "Sei lì in una dimensione molto arcaica, in cui l'umanità la giochi proprio al livello più basso, senza nessuna sovrastruttura ideologica, senza niente". È forse questa tensione verso qualcosa che supera il presente a spiegare perché, a quarant'anni dalla nascita dei Cccp, le loro canzoni continuano a parlare anche a chi quegli anni non li ha vissuti. "I temi che abbiamo toccato non sono quelli della piccola contemporaneità", osserva Zamboni, "non si consumano nell'anno in cui è stato pubblicato un album". Ed è anche per questo, aggiunge, che i Cccp non sono mai diventati "un fenomeno da baraccone". "Ci chiamavamo Cccp non perché fosse un vezzo o una moda. Quella storia ci attraversava davvero". "Noi credo che siamo arrivati a toccare quello", gli fa eco Ferretti, "perché la poesia permette una quantità infinita di interpretazioni". Ma proprio quel ritorno alle origini, alla Mongolia come luogo simbolico, finisce inevitabilmente per riportare il discorso anche sulla storia e sulla politica. Quel Paese che, ricorda Ferretti, "è passato da un alto Medioevo magico-materico al socialismo scientifico realizzato", e che lui e Zamboni visitarono proprio mentre quel sistema stava finendo, diventa il punto di partenza per riflettere sulla Cina, seconda tappa del loro viaggio in Asia. "Il comunismo ai cinesi è servito per mantenere l'idea dell'impero", afferma Ferretti. "È stupefacente che l'ideologia più moderna e rivoluzionaria serva a mantenere la cosa più antica sulla terra". Anche Zamboni riconosce che bastano pochi giorni a Pechino per "rimescolare il pensiero". Ad accompagnarli c'è già una videocamera. In queste settimane sono iniziate le riprese di In viaggio, il documentario diretto da Davide Ferrario che seguirà il progetto dei Csi tra il tour italiano e il ritorno in Mongolia. Ed è proprio parlando del film che Ferretti e Zamboni lasciano aperto anche uno spiraglio sul futuro musicale del gruppo. "Un film lo devi musicalizzare", osserva Ferretti. "Quando cominci a lavorare alla musica è inutile sapere in anticipo cosa succederà". Zamboni frena sull'ipotesi di un nuovo album: "Costruire un disco di canzoni è un'altra cosa". Ma nessuno dei due chiude davvero la porta. "Se uno dice che si farà un album di canzoni, no, è ovvio. Però può succedere che le cose si intersechino in un modo tale...". In fondo, come recita una loro canzone, "tutto va come va".

B.Carter--ThChM