Lovaglio, 'fiducioso di tornare ceo di Mps, cruciali esecuzione e continuità'
Inchiesta non è un problema, verrà riconosciuto mio track record. Generali? Focus su banca
L'ex amministratore delegato di Mps, Luigi Lovaglio, torna a parlare dopo l'esclusione dalla lista del cda del Monte e la sua ricandidatura in quella presentata da Plt Holding della famiglia Tortora, dicendosi "fiducioso" di tornare ceo della banca senese e sottolineando come "la continuità e l'esecuzione" siano "cruciali" mentre il Monte è impegnato nell'integrazione con Mediobanca. "Mi sento a mio agio ad essere parte della lista perché ho sempre raggiunto i risultati per i nostri azionisti, il mercato conosce il mio track record, quando mi impegno per un piano lo eseguo", ha detto Lovaglio, intervistato da Bloomberg Tv. Lovaglio non è entrato nel dettaglio delle ragioni della 'sfiducia' da parte del board ("non penso che sia il punto chiave") pur escludendo che fosse legata all'inchiesta che lo vede indagato per la scalata a Mediobanca: "la banca ha confermato il mio fit & proper il 5 dicembre e un'altra volta a metà febbraio". In ogni caso l'inchiesta, per la fase in cui si trova, non viene vista da Lovaglio come "un problema" rispetto a un nuovo mandato. Il banchiere, fiducioso che i soci lo riconfermeranno anche alla luce di quello che "hanno avuto negli ultimi quattro anni", ha garantito che il piano di integrazione "non sarà cambiato" in quanto "assicura un'alta remunerazione e prepara Mps per la seconda fase di consolidamento". Quanto alla sua accoglienza negativa da parte della Borsa, Lovaglio è convinto che sul titolo abbiano "impattato molte situazioni", tra cui "la mancata pubblicazione del rapporto di concambio" con Mediobanca. Per quanto riguarda la quota in Generali, Lovaglio ha ribadito che è un "nice to have", qualcosa che è "bello avere" perché porta diversificazione dei ricavi ed "opportunità" nella bancassicurazione, ma che "la nostra strategia è più orientata" al business bancario.
R.Lin--ThChM