Studio, l'assunzione di acido folinico in gravidanza può prevenire l'autismo
Nelle donne con uno specifico autoanticorpo. Ricerche italiane presentate in Senato
L'assunzione di acido folinico durante la gravidanza, da parte delle donne che presentano degli specifici autoanticorpi, potrebbe prevenire l'autismo nel nascituro. È quando emerge dai trial clinici randomizzati e controllati guidati da Claudio Giorlandino, direttore del centro di ricerca scientifica Altamedica e pubblicati su Reproductive, Female and Child Health (2026) e Nutrients (2026), in cui viene rilevata una correlazione tra la crescita dei casi di autismo negli ultimi decenni (che secondo le stime, oggi colpisce 1 bambino su 35) e l'aumento dell'autoimmunità materna, cresciuta del 40-50% per via dell'interazione tra la suscettibilità biologica femminile e l'esposoma moderno (interferenti endocrini, cosmetici, microplastiche, stress cronico e alterazioni del microbiota). I risultati degli studi sono stati presentati oggi al Senato in occasione del convegno 'Autismo: la prevenzione può cominciare prima della nascita. Una nuova prospettiva della ricerca italiana per proteggere lo sviluppo del bambino', organizzato su iniziativa del senatore Guido Quintino Liris. Durante l'incontro è stato illustrato come nello studio pilota realizzato su 29 donne in gravidanza e positive ai Fraa - gli autoanticorpi materni di classe IgG diretti contro il recettore alfa del folato, presente in circa l'1-2% delle donne - il gruppo trattato con acido folico standard ha registrato una diagnosi di autismo nel 62,5% dei bambini, a fronte del 10% nel gruppo trattato con acido folinico. "Le forme sindromiche su base genetica spiegano soltanto il 20-30% dei casi, lasciando un 70-80% di forme non sindromiche prive di una causa genetica definita - ha spiegato Giorlandino -. Il deficit cerebrale di folati su base autoimmune non può essere curato efficacemente dopo la nascita, quando le strutture nervose sono ormai compromesse, ma deve essere prevenuto in utero. Identificare, attraverso un esame del sangue, la presenza degli anticorpi Fraa nella madre e somministrare l'acido folinico durante la gravidanza permette di proteggere lo sviluppo del bambino prima dell'insorgenza di lesioni irreversibili. È questa la vera prevenzione ed è questo il contributo che la ricerca italiana porta oggi all'attenzione delle Istituzioni e della comunità scientifica".
E.Choi--ThChM