Juliette Binoche, 'non vedo l'ora di vedere Cime tempestose'
L'attrice a Los Angeles per presentare suo doc 'In-I In Motion' al Filming Italy
(di Lucia Magi) "Non l'ho ancora visto, ma non vedo l'ora". Juliette Binoche sorride, occhiali da sole con lenti fumé e bomber ricoperto di lustrini, seduta a bordo piscina sotto un tendone bianco che la ripara dal sole di Los Angeles. "Con Ralph Fiennes - racconta all'ANSA - ne abbiamo parlato proprio l'altro giorno: abbiamo visto il poster e ci siamo detti 'dobbiamo assolutamente andare a vederlo'". Il film che l'attrice francese non vuole perdere è "Cime tempestose", che questo fine settimana torna al cinema in una nuova versione diretta da Emerald Fennell, con Margot Robbie e Jacob Elordi nei ruoli di Cathy e Heathcliff. Sono gli stessi personaggi che nel 1992 interpretano lei e Ralph Fiennes, da allora spesso insieme sullo schermo e grandi amici nella vita. Sessantuno anni, oltre settanta film, un Oscar per 'Il paziente inglese' (accanto a Fiennes, per l'appunto), Binoche è a Hollywood per accompagnare il debutto nordamericano del suo documentario 'In-I In Motion', presentato nell'ambito di Filming Italy - Los Angeles, il festival fondato e diretto da Tiziana Rocca. Il lungometraggio ripercorre la nascita di 'In-I', lo spettacolo teatrale creato nel 2008 insieme al coreografo e danzatore britannico Akram Khan. All'epoca entrambi avevano già raggiunto il vertice delle rispettive carriere, ma decisero di uscire dal proprio territorio: lei, attrice senza formazione professionale nella danza; lui, ballerino che non aveva mai recitato una battuta. "La grande domanda per me era: come partire dalle mie emozioni per creare un movimento che fosse autentico? - racconta - Non volevo imitare una forma di danza. Volevo trovare qualcosa che nascesse da chi sono, o scoprire chi sono attraverso il movimento. Lo stesso valeva per Akram, entrambi uscivamo dalla nostra zona di comfort. Ne è nato uno spettacolo costruito sullo scambio dei linguaggi". Dopo quasi quarantacinque anni davanti alla macchina da presa, 'In-I In Motion' è il primo film di cui firma la regia. "Non mi definirei una regista… era Marion Stalens (sua sorella) a tenere in mano la telecamera. Io ero in scena", precisa. "Però ho seguito tutto il montaggio ed è stato un compito che mi ha appassionato. Abbiamo ricreato i suoni, lavorato molto sull'immagine. Un lavoro fatto di dettagli, che ho amato. È come dipingere: ti mette in contatto con l'intuizione, con la tua sensibilità".
M.Chau--ThChM
