The China Mail - Cinecittà, 'entro l'anno una proposta per portare le produzioni italiane negli studi'

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Cinecittà, 'entro l'anno una proposta per portare le produzioni italiane negli studi'
Cinecittà, 'entro l'anno una proposta per portare le produzioni italiane negli studi'

Cinecittà, 'entro l'anno una proposta per portare le produzioni italiane negli studi'

Panel a Venezia. Tra i progetti docu su Marquez e su 28 magistrati assassinati

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L'obiettivo è "definire entro l'anno una proposta di carattere commerciale che Cinecittà può mettere a terra, rivolta a produzioni che abbiano dei budget diversi da quelli internazionali. In Italia ci sono produzioni medio-grandi con budget diversi, progetti importanti di produttori solidi, con autori e sceneggiature bellissime, che devono comunque contare sul fatto che l'unica casa italiana, che è Cinecittà, può e deve poterle ospitare. Una delle novità che vogliamo mettere in atto per dire agli organizzatori generali in primis, e ai produttori esecutivi, che possono venire a Cinecittà, è che noi siamo a disposizione per dare un contributo già in fase di preparazione". Lo ha annunciato l'Ad di Cinecittà, Manuela Cacciamani, al panel 'Cinecittà Aperta - Gli Studios per il cinema italiano: strumenti, strutture, facilitazioni per la produzione, la post-produzione, la promozione dell'audiovisivo nazionale' che si è tenuto oggi all'Italian Pavilion alla Mostra del Cinema di Venezia. Cacciamani ha citato la recente costruzione di 25 nuovi teatri di posa e un aumento della capacità produttiva degli Studi del 60%. "La nostra idea è quella di tenere due linee di produzione: i teatri più grandi per le produzioni di volume superiore; e invece prendere tutti quei teatri storici che ben conoscete e inserirli in un regime calmierato che possa essere di conseguenza inclusivo per chi ha progetti con budget diversi. L'obiettivo nei confronti dei progetti più piccoli è quello di costruire delle proposte a pacchetto: voi venite a Cinecittà e seguite da noi, a titolo di esempio, anche la post-produzione, le ricostruzioni, il teatro, e concordiamo un pacchetto". La sottosegretaria alla Cultura, Lucia Borgonzoni, ha ricordato i progressi strutturali portati a Cinecittà negli ultimi anni grazie all'attenzione del ministero e agli investimenti del Pnrr. "Una Cinecittà moderna, che compete con tutte le altre nazioni, capace di attrarre investimenti internazionali: una Cinecittà di oggi. Questa era la cosa importante per tutti i produttori. E una Cinecittà che si vuole aprire anche agli italiani, che è la grande missione che abbiamo". Alessandro Usai, Ceo No Name Entertainment, ha raccontato di "un progetto che vede Cinecittà protagonista. È una storia ambientata alla fine della seconda guerra mondiale, ispirata a un fatto vero e ben testimoniato dall'archivio dell'Istituto Luce: un pezzo di Cinecittà, con Roma colpita dai bombardamenti di San Lorenzo, divenne una sorta di campo profughi. Dentro i teatri di posa, nel Teatro 5 e altri, le scenografie vennero usate per costruire case temporanee che però non erano finte: erano vere e ospitavano delle persone. Lo sceneggiatore e regista del progetto è Massimiliano Bruno". Per Federica Lucisano, Ad di Lucisano Media Group, "Cinecittà è la casa degli italiani: iconica a livello internazionale, ma soprattutto per noi. Sono molto emozionata dalla possibilità di tornare a Cinecittà, anche se non ho ancora un progetto pronto. Quando è stata annunciata la volontà di far tornare a girare le produzioni italiane sono stata la prima ad applaudire, perché si deve necessariamente trovare una composizione economica che consenta anche alle produzioni medio-piccole di trovare casa a Cinecittà". Benedetto Habib di Indiana Production ha commentato: "Ogni volta che si parla di andare a lavorare a Cinecittà, la reazione immediata è 'sì, ma Cinecittà è troppo cara'". "Quello di cui abbiamo sempre sofferto è la mancanza di un'offerta inclusiva", ha evidenziato. "Servono pacchetti davvero differenziati per tipologia di film. Cinecittà può essere un utilissimo strumento di sostegno per le opere più difficili, che spesso sono le opere prime". Maria Pia Ammirati, direttrice di Rai Fiction, ha ricordato il protocollo d'intesa siglato tra Rai e Cinecittà: "Cinecittà costa perché è una realtà altamente professionale, che dà molto di più degli altri studi sparsi nel mondo dove si può spendere meno. Noi stiamo aiutando i produttori nella scelta degli studi, della post, dell'archivio. L'esempio massimo è Sandokan, forse l'evento più importante della tv italiana degli ultimi dieci anni, passato anche attraverso Cinecittà perché c'era bisogno di quella professionalità, di quelle tecniche, di quegli studi". In apertura il presidente di Cinecittà Antonio Saccone ha sottolineato il ruolo degli studi anche nella produzione di documentari, ricordando la produzione di un film, per la regia di Giovanna Gagliardo, dedicato a Gabriel Garcia Marquez per il centenario della nascita, e ha annunciato un altro documentario su 28 magistrati assassinati per mano della mafia o del terrorismo. "Queste sono giornate che possono passare inosservate, ma che in realtà forse sono il giorno zero di un cambiamento", ha chiosato Cacciamani, annunciando un nuovo appuntamento a ottobre.

V.Fan--ThChM